Per chi ama la letteratura, scrivere racconti, essere cittadini del mondo e riflettere sulla Settima Arte

domenica 12 luglio 2015

Unfriended (2014) by Levan Gabriadze


Cybernatural (2014)
di Levan Gabriadze

Shelley Henning (Blaire Lily)
Moses Storm (Mitch Roussel)
Renee Olstead (Jess Felton)
Will Peltz (Adam Sewell)
Jacob Wysocki (Ken Smith)
Courtney Halverson (Van Rommel)
Heather Sossaman (Laura Barns)
Matthew Bohrer (Matt)


Bizarro e inutile titolo inglese, imposto dalla distribuzione, per un film che in originale si chiama Cybernatural. È un horror o per meglio dire un teen horror o per meglio dire un teen horror 2.0, interamente ambientato su un desktop di un MacBook. Quattro ragazzi superficiali della provincia americana si parlano in una chat room presa d'assalto da un altro utente anonimo. Questo pare avere molto in comune col suicidio di una vittima di bullismo che ovviamente si rifarà di tutte le malefatte ipocrite di cui nessuno dei personaggi è totalmente estraneo.

Dunque dopo Paranormal Activity in America i produttori hanno escogitato un altro modo di fare soldi portando al cinema i teenager fanatici dell'orrore con costi ridicoli e ampi margini di guadagno. La ricetta è vincente? Sì, più o meno lo è. Il film si bulla della sua ambientazione tra il social e l'intimo (cosa c'è di più privato della schermata di un computer, hacking permettendo?) e trova supporti validi negli aspetti ludici dell'esperienza web e del tribalismo adolescenziale statunitense: "I've never ever...". Diverte, non stanca (il pericolo più grande di un'operazione del genere) risulta credibile nei suoi ping pong tra applicazioni (iMessage, Facebook, Instagram e così via), sedimentate benissimo nello svolgimento della vicenda.

Cade nel finale, in modo stupido, ridicolo, quando l'arma giusta del sarcasmo era già estratta e il regista si fa prendere dall'effetto da paura che non fa paura.

Thomas In Love (2000) era un'altra cosa (in positivo), anche perché l'Internet di allora era un'altra cosa e la nostra quotidianità non era ancora fissa nello schermo illuminato dal LED. Allora era la rivoluzione e ci chiedevamo a bocca semiaperta se davvero saremmo finiti in quel modo. Oggi la risposta l'abbiamo.


VP